di Angela Bellini

Paura della crisi, paura di non essere abbastanza in gamba, paura di chi è diverso da me, ma anche di chi mi sta così vicino, che mi capisce sul serio, una paura raggelante, di mille cose, che è impossibile controllare… e in fin dei conti, tutti ne abbiamo qualcuna, motivata o meno. Perché molte paure sono motivate, lo sappiamo; ma come ci trasformano? Dobbiamo lasciarci trasformare?
Che genitori diventiamo? Parlo per esperienza personale, si diventa duri e un po’ cinici… duri perché niente sembra più penetrare nella nostra corazza: la peculiarità dei nostri figli, le loro intuizioni, gli interessi che sviluppano, le domande che ci pongono sbiadiscono in un indistinto scenario di infanzia (pensiero tipo: possono pensare così perché sono bambini…). Cinici, perché alla fine, se la vita vissuta dei nostri figli è solo una comune età della vita che prima o poi finisce, che non contiene il loro primo, personale approccio al mondo, che cosa ha valore per noi? Lo stesso esistere dei nostri figli è divenuto uno loro scontato esserci, che mi genera anche nuove paure…
Forse qui la paura ha vinto su di noi? Ha vinto nelle mille piccole risposte che diamo ogni giorno ai bambini, che, lo sentiamo, non sono mai davvero a loro vicine? Non posso dire di avere trovato sempre il mood giusto, che lo vivo sempre, non posso dire che, wow, c’è la ricetta infallibile… ditemi che cosa avete trovato per combattere la paura, il peggior freno educativo, e la prossima settimana vi dico che cosa ho trovato io… comincia con la A!
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