di don Mario Aversano
Allora capisco la causa: ho smesso di coltivare desideri grandi o pericolosi, quelli oltre le mie forze. Me ne accorgo da come prego, come se dessi per scontato Dio, come se mi arrendessi all’attrito del mondo. Mi blocco su pensieri piccini, anche meschini.
Eppure Tu hai pazienza. Mi sopporti anche se vengo a Te con la mia piccola lista della spesa. Ti prego, Signore, se non ce la fai a spazientirti, almeno fammi capire quanto sono ridicolo. Se poi Tu fossi così importuno da disturbarmi con i Tuoi desideri, ecco – chissà! – potrei anche svegliarmi. Bussa alla mia porta, Signore, bussa ancora, non ti stancare.
Scopri di più da Pietroalviti's Weblog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento