
Il Papa emerito nella sua lettera a Odifreddi, riprodotta solo in parte su “Repubblica” su autorizzazione dello stesso Ratzinger, affronta tutte le questioni sollevate nel libro. Anche quella dell’abuso morale di minorenni da parte di sacerdoti, della quale “posso prenderne atto solo con profonda costernazione. Mai ho cercato di mascherare queste cose”. Ratzinger rimarca la “costernazione” con cui ha preso atto degli abusi su minori. “Che il potere del male penetri fino a tal punto nel mondo interiore della fede – scrive – è per noi una sofferenza che, da una parte, dobbiamo sopportare, mentre, dall’altra, dobbiamo al tempo stesso, fare tutto il possibile affinché casi del genere non si ripetano”. Ma “se non è lecito tacere sul male nella Chiesa, non si deve però, tacere neppure della grande scia luminosa di bontà e di purezza che la fede cristiana ha tracciato lungo i secoli”.
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L’abuso di alcuni sacerdoti su minori e soprattutto il silenzio, l’omertà o addirittura la condiscendenza di certi vescovi, sono una ferita alla Chiesa che sanguinerà per tantissimo tempo. Il dubbio che a fronte di altri abusi la chiesa (in questo caso minuscola) nasconda e minimizzi limitandosi a incredibili trasferimenti dei preti criminali, rimarrà come un tarlo che rode le fondamenta di una casa.