«Ora la politica riconosca il merito e il ruolo di chi, nel silenzio, ha difeso con tenacia lo Stato sociale, ha promosso le ricchezze negate del Paese e si è schierato, senza chiedere niente a nessuno, al fianco degli ultimi…». Salvatore Martinez lascia per qualche minuto un convegno su don Sturzo in corso a Caltagirone e, a voce alta, indica le priorità a chi da marzo prenderà tra le mani il timone dell’Italia. «Si riparta dalla famiglia: non va considerata un costo sociale, ma un investimento per il futuro », ripete il leader di Rinnovamento nello Spirito che chiosa: «Lo si faccia con una fiscalità di vantaggio reale. Che aiuti le coppie che hanno come progetto quello di mettere al mondo dei figli».
Sono giorni che i movimenti ecclesiali e le associazioni cattoliche del mondo del Lavoro si sentono, si confrontano, si interrogano. E ora provano a indicare sfide e obiettivi. «Chi governerà, chiunque governerà, dovrà avere la forza di spostare l’azione dai conti alle persone», spiega Franco Miano. Il presidente dell’Azione cattolica conosce il Paese, le attese, le speranze: nell’ultimo anno ha girato l’Italia, ha incontrato giovani di ogni diocesi, ha cercato di capire. E ora, in un momento di pausa nella sua casa di Pomigliano d’Arco, prova a fare il punto: «Eravamo sull’orlo del baratro e la mission era una sola: concentrarsi sul rigore. Ora, però, l’obbligo è ripartire dalle persone, dalle famiglie, dai giovani, dai nuovi poveri. Non si tratta di tornare all’assistenzialismo né di fare nuovo debito pubblico, ma di sbloccare la mobilità sociale, di puntare sull’istruzione, sull’educazione, di creare lavoro favorendo le iniziative imprenditoriali, le cooperative…». Senza dimenticare la «riforma delle istituzioni, della politica e della partecipazione, perché gli sprechi e la sfacciataggine della ‘casta’ sono stati il vero pugno nell’occhio dei cittadini che hanno fatto e continuano a fare incredibili sacrifici». E presto un documento del Consiglio nazionale di Ac presenterà quest’agenda «a tutte le forze politiche riformiste ed europeiste».
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