E’ capitato anche a noi con Francesco. Leggere le parole, scrivere anche, è stato un modo per purificarsi dalla rabbia, dall’impotenza che il dolore, nei casi della morte di un giovane figlio, di un giovane amico, porta con sé. Lo scrive anche Marta Ascolani:
Può sembrare superfluo ad alcuni, invece io credo di no: scrivere e leggere è un modo per riflettere e crescere…e anche di fronte ai pensieri dei coetanei di Gianmarco io mi son emozionata e ho imparato. Per questo ho voluto scrivere.
La mia forza di volontà? Mio papà mi ha sempre insegnato a dare….a dare il massimo…ad avere come unico fine il bene del prossimo e cercare la soddisfazione nelle cose che si fanno….senza altri fini. La mia laurea in medicina è stata a sua gioia più grande come i complimenti che i vari pazienti ciociari gli rivolgevano….e allora devo continuare a dare il massimo per essere e diventare un ottimo medico, ogni giorno di più, per Lui e per me. Questo è il pesniero che mi spinge ad andare avanti….anche se ci son momenti tristi e difficili. Il vuoto rimane sempre, ma il suo ricordo rallegra l’anima.
Un abbraccio.
La sua alunna Marta
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