di Enrico Di Pasquale, Andrea Stuppini e Chiara Tronchin
La spesa dell’Italia per il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo è in linea con quella degli altri paesi UE. Anche in situazioni di emergenza come oggi o nel 2011. Anzi la cifra pro-capite per gli ospitati è inferiore rispetto a quanto garantito da Germania e Svezia. I flussi dai Balcani.
I flussi di migranti in Italia e in Europa
Il sistema italiano di accoglienza dei richiedenti asilo presenta notevoli elementi di criticità, come la frammentarietà delle strutture, il sovraffollamento, l’incertezza nei tempi di permanenza e la disomogenea distribuzione territoriale. La Fondazione Leone Moressa, in collaborazione con Open Society Foundation, ha analizzato la situazione in alcuni paesi UE: da dati quantitativi e analisi di merito, emergono alcune esperienze virtuose.
Nonostante il 2014 sia stato l’anno record per quanto riguarda gli sbarchi sulle coste italiane, dai dati forniti dall’agenzia europea Frontex si nota come il flusso di ingressi irregolari in Europa non interessi solo il nostro paese: la frontiera del
Mediterraneo centrale rappresenta attualmente la terza via di ingresso nel territorio europeo, dopo la rotta dei Balcani occidentali e quella del Mediterraneo orientale. In particolare, la rotta dei Balcani occidentali ha registrato nei primi mesi del 2015 un esponenziale aumento degli ingressi irregolari, dovuto prevalentemente al flusso di cittadini kosovari verso l’Ungheria.
Di conseguenza, nel 2014 le richieste di asilo nei paesi UE hanno superato quota 626mila, segnando un +45,1 per cento rispetto all’anno precedente. L’Italia, con 64mila domande, è il terzo paese dell’Unione Europea per numero di richiedenti asilo dopo Germania (202mila) e Svezia (81mila).
Scopri di più da Pietroalviti's Weblog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Lascia un commento