di Luciano Monari
Una croce, alzata in ricordo della visita del Papa, si spezza e uccide un ragazzo di ventun anni; e questo alla vigilia della canonizzazione di Giovanni Paolo II. La coincidenza non può che dare forza alla notizia e suscitare interrogativi, quegli interrogativi che inevitabilmente si pongono quando accade una tragedia: perché avvengono cose simili? Il Signore non poteva impedirlo? Cosa gli sarebbe costato fare avvenire il crollo poche ore dopo, quando non ci sarebbero stati pericoli per nessuno? E più in genere: è possibile inserire nella propria visione di fede un evento come questo? O dobbiamo solo confessare la nostra impossibilità di capire? Dobbiamo riconoscere che la fede è credibile nel contesto caldo di una chiesa, ma è costretta a diventare muta davanti alle sofferenze più gravi dell’uomo? No, la fede, in eventi come questo, c’entra e molto.
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