Come docenti abbiamo bisogno di formazione ed aiuto.
I nostri ragazzi, infatti, in questo momento più che mai devono essere sostenuti, poiché ci troviamo di fronte ad una generazione che fatica a rimanere in contatto con la realtà, soprattutto quando questa realtà non coincide con le loro aspettative.
Se fino alla fine degli anni Settanta i figli hanno avuto da sopportare il pesante fardello delle aspettative di ascesa sociale provenienti da genitori poco o per nulla scolarizzati, in questi ultimi anni i figli hanno sulle spalle un carico più oneroso: essere la realizzazione vivente dei sogni di gloria falliti di molti dei loro genitori, senza che all’orizzonte ci sia una prospettiva concreta della loro realizzazione.
I ragazzi siedono sulla montagna di beni di consumo che fanno loro da temporaneo sedativo e da questa montagna vedono solo nebbia.
Questo li rende fragili ed incapaci di accettare la frustrazione, perché non sono stati abituati a percepire il limite, visto che ogni loro richiesta è stata spesso puntualmente soddisfatta. Non di rado i ragazzi rimangono come inebetiti di fronte al primo, vero ostacolo che trovano.
Abbiamo davanti una generazione onfalocentrica, capace, cioè, di guardare solo il proprio ombelico, spesso priva della capacità di progettare, anche a brevissimo termine. Di questo si dovrebbe occupare il ministero dell’istruzione, altro che del merito!
post originale qui http://marialetiziablog.wordpress.com/
Scopri di più da Pietroalviti's Weblog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Lascia un commento