Sì al riconoscimento della cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, sì al diritto di voto amministrativo per i migranti, sì al servizio civile per i giovani immigrati tra i 18 e i 28 anni. Il direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, monsignor Giancarlo Perego, in occasione della conferenza stampa organizzata dalla Cei per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domenica 13, ha ribadito la posizione della Chiesa italiana. Auspicando che «tra le 23 proposte diverse sulla cittadinanza dei vari partiti si arrivi a una sintesi».
Il direttore di Migrantes ha ricordato che attualmente «il fatto di non avere la cittadinanza comporta di fatto l’esclusione e la differenziazione sociale di quasi 650mila minori nati in Italia da genitori immigrati». Una discriminazione che, in realtà, esiste anche per i loro genitori. Secondo i dati, infatti, i lavoratori immigrati hanno una busta paga del 35 per cento inferiore rispetto ai lavoratori italiani. Percentuale che sale al 40 per cento se si tratta di donne.
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