Un commento di Radio Vaticana sul Messaggio per la XLVI Giornata Mondiale della Pace
“Potremmo leggere questo Messaggio del Papa come un approfondimento della sua più recente enciclica, la Caritas in Veritate. Si tratta infatti di un appello a inverare la pace, a darle concretezza. Per essere realmente ‘operatori di pace’, non basta ‘dire la pace’, occorre operare a 360° per renderla possibile, non solo sul versante dei conflitti bellici, ma anche su quello della verità dell’uomo e della verità del bene”. Lo ricorda, ai nostri microfoni, don Mauro Cozzoli, teologo morale della Pontificia Università Lateranese, commentando alcuni passaggi del Messaggio di Benedetto XVI per la 46ma Giornata Mondiale della Pace. “Se vogliamo la pace – aggiunge Cozzoli – dobbiamo perciò guardare all’uomo, alla sua verità e rispettarla. Solo così la promozione della pace non diventa retorica o irenismo, un’attività solo illusoria. Da qui nasce il nesso che il testo stabilisce tra rispetto della dignità dell’uomo, e quindi della vita umana anche più debole e fragile, e promozione della pace. Perciò – come ci ricorda il Papa – se vogliamo la pace dobbiamo dire il nostro ‘no’ ad aborto e eutanasia”. “La questione della tutela della struttura naturale del matrimonio – ricorda ancora il teologo – viene invece considerata dal Papa come esempio della necessità di ‘smantellare la dittatura del relativismo’ per realizzare una pace autentica.
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