“Ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso”
(Fil 2,1-4)
Considerare gli altri superiori…
Non per disistima verso se stessi.
Non per invidia.
Non per cortesia di facciata.
Ma perché gli altri sono amati da Dio,
perchè Cristo ha dato la propria vita per essi,
perchè la fraternità è l’habitat in cui si realizzano le aspirazioni più grandi.
Credersi migliori è la strada più sofisticata verso la solitudine.
Credersi peggiori è la strada più deprimente verso la solitudine.
Farsi piccoli per gli altri è la strada divina verso la comunione.
don Mario Aversano
post originale qui lhabitat-dellamore.html
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Io considero ogni essere umano unico e irripetibile; né superiore, né inferiore a me. Faccio quindi fatica a considerare qualcuno superiore a me. Lo stesso dicasi per il caso opposto. Gli esseri umani sono uguali nella diversità, nel senso che se ognuno è unico e irripetibile avrà sicuramente qualcosa di diverso da tutti gli altri. A me piace molto la parabola dei talenti. Io non so quanti me ne siano stati assegnati. Di fatto la mia vita, giorno dopo giorno, mi mostra qualcosa di nuovo, utile a valorizzare i miei talenti.