Studiare per gli esami, consigli


Sempre da Pierluigi Fratarcangeli, alcune dritte per studiare prima dell’esame: consigli sul metodo e sull’ultimo ripasso.

Naturalmente di tecniche e consigli da dare per una buona preparazione di un esame ce ne sarebbero a bizzeffe, e su questo sito mano a mano li affronteremo tutti. Qui, però, mi limito a considerare l’importanza del ripasso nei giorni precedenti all’esame; anzi, forse è meglio dire il ripasso del giorno prima o di due giorni prima, perché il ripasso finale non può avvenire troppo tempo prima dell’esame poiché rischierebbe di perdere la sua efficacia.
Ciascuno, nei giorni precedenti all’esame, si darà dei tempi per affrontare la mole di studio che gli viene richiesto. Vi sono studenti che distribuiscono le pagine del manuale in base a quanto tempo hanno a disposizione per prepararsi (Es. 1000 pagine x10 giorni di tempo = 100 pagine al giorno).
Accade, però, che al termine dello studio del manuale abbiano letto, sottolineato, magari abbiano anche ripetuto una volta ad alta voce ma… il giorno prima dell’esame non ricordano nulla, e non hanno più tempo per ripassare! Esito? Negativo, naturalmente!
Per preparare bene un esame è necessaria, invece, la ricorsività negli argomenti di studio.
Cosa vuol dire questa parolaccia? Vuol dire che è opportuno ritornare più volte sull’argomento di studio, per consolidarlo, padroneggiarlo, per collegarlo con altri argomenti e, prima dell’esame, per avere un quadro d’insieme sull’argomento.
Quest’ultimo punto è di grandissima importanza.
L’errore più diffuso dello studente che non ottiene risultati sta soprattutto in questo: dare poca importanza – o non riuscire – ad una visione d’insieme dell’argomento che ha studiato; lo studente in questo caso ricorda porzioni, frammenti dell’argomento globale, ma non l’argomento nella sua totalità.
Questa eccessiva frammentazione nello studio porta a delle pessime conseguenze:
– Demotivare lo studente che percepisce se stesso come poco competente in quanto non padrone della materia.
– Incapacità nel fare collegamenti tra argomenti diversi della stessa disciplina o tra discipline diverse; la capacità di collegare, di stabilire relazioni tra concetti e argomenti, è una delle chiavi necessarie perché ci siano apprendimenti significativi.
– Difficoltà nel memorizzare. Si tiene a mente con più facilità nella misura in cui i contenuti hanno un senso e una distribuzione razionale nei significati. Se ho pezzi sparsi qua e là senza legami, la memorizzazione sarà più difficile perché il contenuto avrà poco o nessun senso.
 
A dimostrazione di quanto detto finora, soprattutto in riferimento a quest’ultimo punto, occorre citare le ricerche di un ramo della psicologia, che prende il nome di GESTALT.
Gestalt vuol dire forma, psicologia della forma.
Figura 1

Gli studiosi appartenenti a questa scuola, dopo una serie di ricerche sperimentali, hanno capito che l’essere umano tende a semplificare la realtà che percepisce secondo forme conosciute. Tutto ciò che viene percepito, con cui si entra in contatto, viene ricondotto a forme consuete, diffuse, il più possibile semplici.  Ad esempio, se l’essere umano vede una serie di segni come quelli a lato (fig. 1) tenderà a semplificare le forme in triangoli; in realtà, però si tratta di cerchi privati di una loro parte e di linee che mai formano un vero e proprio triangolo così come lo intendiamo geometricamente! Il nostro cervello però, che tende per sua natura a semplificare, vedrà nella figura qui accanto due triangoli, uno in secondo piano ed un altro completamente bianco in primo piano.

Questo esempio ci dimostra un principio fondamentale attraverso cui il nostro cervello percepisce e memorizza:
forme semplici e … visione d’insieme.
Sempre restando all’esempio della figura qui a lato, l’essere umano non ricorda tre cerchi privati ciascuno di uno “spicchio”, più tre segni riconducibili ad una V ruotate in tre posizioni diverse; ciò che ricordiamo, semplificando e generalizzando, sono i triangoli di cui facevamo menzione in precedenza.
Come fare tesoro di tutto questo e applicarlo al 
metodo di studio?
Molto semplice: dividere il tempo a disposizione per preparare un esame in 4 momenti (non in un unico ciclo di lettura!!!):
1. Fase della lettura scremante: in questa fase si legge, senza memorizzare nulla (in realtà resteranno in mente i contenuti più interessanti e in modo sparso), e si sottolineano i concetti più importanti; si può anche utilizzare una sottolineatura a colori, in cui assegnare un livello di importanza ad ogni colore.
2. Fase della prima ripetizione: capitolo per capitolo si ripete, ad alta voce o fissando una mappa o uno schema creato appositamente, cercando di memorizzare il più possibile. Arrivati al termine di questa ripetizione, accade spesso di non ricordare nulla delle prime pagine ripetute. Niente paura!!! Il vostro cervello “ricostruirà” tutto in seguito in un’ottica … gestaltica!!!
3. Seconda e ultima ripetizione. Sarà molto più rapida della prima e vi accorgerete di ricordare tanti concetti, nomi, formule che credevate di aver dimenticato. A questo punto avrete decisamente un quadro d’insieme che vi darà sicurezza, attraverso cui percepire in modo globale l’argomento d’esame.
4. Ripasso rapido. Avviene il giorno prima – o da due giorni prima – senza ripetere ad alta voce, ma usando solamente la vista. Si tratta di sfogliare velocemente le pagine del manuale, le mappe e gli schemi creati, chiudere gli occhi di tanto in tanto per “fotografare” con la mente ciò che è stato memorizzato e “rivederlo”(aiuta, in questo caso, se la sottolineatura è avvenuta “a colori”, magari con gli evidenziatori o con i pastelli).
Voilà, al termine di questo percorso avrete il quadro d’insieme della disciplina o dell’argomento dell’esame, vi sentirete più sicuri, sarete in grado di fare collegamenti tra concetti o discipline; in più, se vi viene fatta una domanda che non capite o se la risposta pronta lì per lì non vi viene, avete abbastanza collegamenti in mente da poter temporeggiare per guadagnare tempo con un’ampia cornice e trovare poi la risposta giusta. Insomma, grazie alla gestalt e agli sforzi per avere una visione d’insieme della “forma dell’esame”… avrete molte più probabilità di avere successo nello studio!
Non resta che andare a scuola, o all’università, e sostenere brillantemente l’esame.
N.B. L’utilità delle tecniche di memoria e delle tecniche di lettura veloce è fuori discussione: permettono di guadagnare tempo e spendere meno energie.
Gli mnemonisti sostengono, tuttavia, che con le tecniche da loro insegnate un esame di 1500 pagine, ad esempio, può essere preparato in 7 giorni senza ripetere mai ad alta voce e senza tornare mai sugli argomenti; rispetto a ciò ho qualche perplessità.

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