Oggi è Pasqua, culmine della nostra speranza e della Settimana Santa. “Settimana autentica”, la chiama il rito
ambrosiano. Autentica perché è svelato il volto autentico di Dio e dell’uomo. Volete sapere qualcosa di voi e di Me? – dice il Signore – Vi do un appuntamento: un uomo in croce. Volgete lo sguardo a Colui che è posto in alto.
Prima ancora, giovedì, l’appuntamento di Dio è stato un altro: uno che è posto in basso. Che cinge un asciugamano e si china a lavare i piedi ai suoi. Chi è Dio? Il tuo lavapiedi. In ginocchio davanti a me. Le sue mani sui miei piedi. Davvero, come a Pietro, ci viene da dire: ma Tu sei tutto matto. E Lui: sono come lo schiavo che ti aspetta, e al tuo ritorno ti lava i piedi. Ha ragione Paolo: il cristianesimo è scandalo e follia.
E io, nella vita, di fronte all’uomo che atteggiamento ho? Quanto somigliante a quello di Dio? Sono il servitore del bisogno e della gioia di mio fratello? Sono il lavapiedi dell’uomo? Ve la immaginate una umanità dove ognuno corre ai piedi dell’altro? La globalizzazione sì, ma degli inchini davanti all’uomo, non davanti ai potentati; dell’onore dato a ogni più debole figlio della terra.
In questa settimana autentica, l’autentico Dio è così: è bacio a chi lo tradisce. Non spezza nessuno, spezza se stesso. Non versa il sangue di nessuno, versa il proprio sangue. Non chiede più sacrifici a me, sacrifica se stesso per me. Non proibisce di prendere, come per l’albero del bene e del male, ma ordina: prendi e mangia, prendete e bevete. Dov’è la salvezza? Quando io lo uccido e Lui mi guarda e mi ama. Quando, dalla mia vittima, ricevo la sentenza di grazia. Dalla sua ferita aperta non esce rabbia o rancore ma è feritoia da cui escono sangue e acqua. Sangue che è amore; acqua che è inizio e innocenza. Il ferito che ti ama ti converte. O ti accechi del tutto o ti umanizzi. Ne esce capovolta ogni immagine di Dio e dell’uomo. Dio ai tuoi piedi il giovedì. Venerdì il pathos della ferita, feritoia d’amore. Ieri, sabato, condivisione fino agli inferi della sorte dell’uomo.
E ora la Risurrezione, il tema più arduo e più bello di tutta la Bibbia.
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Ermes Ronchi
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