La situazione del lavoro in Italia è drammatica e per i giovani ancora di più, se si pensa che il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha superato il 30%. Nella scuola, poi, i giovani insegnanti sono una specie rara, non se ne vedono tanti in cattedra e non se ne prevedono molti in ingresso, sempre che le cose non cambino radicalmente. Nel volume curato dal Miur, La scuola in cifre 2009-2010, si leggono alcuni dati suscettibili di interessanti considerazioni: nel 2007/2008 più della metà degli insegnanti italiani in servizio nella scuola secondaria erano ultra 50enni (56,2%); sull’invecchiamento del corpo insegnante hanno influito, prevalentemente, le politiche di controllo della spesa pubblica previdenziale, tese a ridurre le cessazioni del rapporto di lavoro per pensionamento anticipato. Nelle graduatorie ad esaurimento staziona un personale che ha mediamente 38 anni di età, perciò le nuove immissioni in ruolo contribuiscono solo parzialmente ad uno svecchiamento del corpo docente.
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