Mi è sembrato di abbracciarti, Sami


di Agnese Palombi, VE Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano

La fine di Gennaio porta sempre con sé una certa tristezza. Man mano che i giorni passano la televisione e i social ci propongono film e interviste per l’anniversario dell’olocausto, che ricorre proprio il 27, e riguardare ogni anno quelle scene, quei pezzi di vissuto, mi rende tanto triste. Avevo già tanti pensieri da mettere per iscritto a riguardo, ma ho voluto aspettare e rimandare perchè mi sembrava che al testo che stavo componendo sommariamente nella mia testa mancasse un pezzo, e oggi quel pezzo si è aggiunto, anzi mi si è proprio attaccato addosso. 

In classe abbiamo assistito via streaming ad un’intervista a Sami Modiano, originario di Rodi, che visse i campi di concentramento all’età di 14 e sopravvisse, quasi portando con sé il senso di colpa di essere uno dei pochissimi sopravvissuti ad una tragedia così immensa, di non essersi riunito con la comunità ebraica, con la famiglia che tanto amava. Più che un’intervista però, mi è sembrato che Sami stesse ricomponendo la sua storia in base ai riferimenti temporali che gli venivano proposti, tanti pezzetti di un quadro che deve aver osservato a lungo davanti a sé per anni, e che non smetterà mai di vedere. Mi ha colpito il suo interesse nei confronti dei ragazzi e delle ragazze che gli ponevano le domande, lui sapeva esattamente cosa rispondere, eppure si ritagliava puntualmente un attimo di tempo per scavare nella vita di questi ragazzi, più di tutte mi è rimasta impressa la sua domanda: “Hai un fratello o una sorella?”-“si, una sorella”-  “le vuoi bene?”.

In questi giorni così appesantiti da un ricordo troppo forte, ascoltare le sue parole mi ha lasciato qualcosa di significativo, non solo a me, quanto a chiunque abbia avuto il piacere di ascoltarlo, e il dispiacere di vivere le sue parole: ho osservato i suoi occhi tramite lo schermo di un computer, eppure per un attimo mi è sembrato di vedere ciò che vedeva lui, come se avesse tutto davanti, tutti i momenti strazianti vissuti ma anche i momenti belli, gli ultimi passati con i suoi cari e le ultime parole, o sguardi, che si sono scambiati. Mi è sembrato di vedere tutto. E allora sono più che vere le sue parole, i superstiti non sono persone come tutte le altre, sopravvivere a quell’orrore deve essere stata la prima e ultima cosa che lo ha fatto sentire diverso, perché per il resto non lo è mai stato; e allora ha lottato, stremato, contro la morte, abbandonato da ogni riferimento, per essere qui oggi, a sconvolgere completamente ogni mia emozione.  Questo è quello che più mi terrorizza del 27 gennaio, quello che mi rende triste, imparare a vedere quello che è successo dal punto di vista di chi l’ha vissuto, e non solo di quello che è successo e basta: ascoltare queste testimonianze ci permette di seguire i passi dei signori e delle signori che oggi sono anziani, ma che un tempo sono stati perfettamente come noi, con lo stesso corpo e la stessa testa, ma con la grande differenza nelle possibilità che a loro sono state negate, e che invece noi abbiamo grazie al loro non voler dimenticare; così ad ogni parola pronunciata o ad ogni silenzio mi sembra di entrare nelle loro case e subito dopo di uscirne, spintonata, ignara di quello che sta succedendo, mi sembra di ritrovarmi in un treno destinato alle bestie ma stracolmo di donne, uomini, vecchi e bambine che, non ancora giunti a destinazione, cercano già di sopravvivere; io, figlia di questa generazione, non ho vissuto l’orrore che ci è stato tramandato dalle parole di queste persone speciali, ma grazie a loro è un pò come se nei campi ci fossi entrata anche io,  ma non accompagnata da Sami, quattordicenne, spaventato e confuso, ma dal Sami che è sopravvissuto alla morte e che mi ha trascinato col pensiero in un luogo tremendamente quieto, silenzioso, ovattato,dove il peso di quello che è successo ha schiacciato la natura circostante. Quindi davanti a quello schermo, insieme ai miei compagni di classe, ho provato tanta empatia verso quella persona così pura e se lui ha saputo raccontarci il dolore provato nel perdere le persone a lui più care al mondo, per un attimo mi è sembrato di perdere insieme a lui la mia dignità di essere umano, ridotto ad un numero, all’essere trattato da bestia, al lavorare come schiavo. Se un incontro così breve ha scatenato tutto questo, ho motivo di credere che dentro Sami, e dentro gli altri sopravvissuti, ci sia davvero una luce che brilla ancora e che si accende ogni qualvolta la loro storia riesce ad arrivare davvero a qualcuno, di qualsiasi età. Come ho già detto, nel mio caso questa storia mi si è attaccata addosso, non come l’odore di qualcuno, che dopo il lavaggio scompare, ma come l’abbraccio di un’anima estremamente buona a cui è stato fatto del male e che nonostante tutto non si è lasciata andare: Sami è rimasto fedele alla parola data al suo papà ed è sopravvissuto. Ho sentito di abbracciarti signor Sami. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

AcFrosinone

Cittadini degni del vangelo

gianfrancopasquino

QualcosaCheSo

Spazio Libero

Blog di Informazione, Cultura, Scienza, Tempo Libero

OpinioniWeb-XYZ

Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!

Damiano Pizzuti

Salute, società, notizie

Marisa Moles's Weblog

Le idee migliori sono proprietà di tutti (Seneca)

Mille e più incantesimi

Claudio Baglioni: Poesia in musica

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

seiletteresulpolso

«Passerò come una nuvola sulle onde.» Virginia Woolf

Centri Informagiovani Ciociaria

Una risorsa per i giovani. Un riferimento per i territori

Seidicente

altrimenti tutto è arte

Cesidio Vano Blog

“L'insuccesso mi ha dato alla testa!”

Bibliostoria @ La Statale

Risorse web per la storia, novità ed eventi della Biblioteca di Scienze della storia e della documentazione storica, Università degli Studi di Milano

virgoletteblog

non solo notizie e attualità

polypinasadventure

If you can take it, you can make it!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: