9 maggio 1978, in ricordo di Aldo Moro e di tutte le vittime del terrorismo


moro

Il 9 maggio è la Giornata di Commemorazione delle vittime del terrorismo. il 9 maggio del 1978 infatti veniva ritrovato in via Caetani a Roma il cadavere dell’on. Aldo Moro, rapito il 16 marzo dello stesso anno dalle Brigate Rosse, in via Fani dove furono uccisi anche 4 agenti delle forze dell’ordine di scorta. Quel rapimento e quelle uccisioni sono state prese a simbolo di tutte le vittime della terribile stagione del terrorismo.

Per capire chi fosse Aldo Moro e quale è la sua eredità oggi, qui un articolato profilo storico di Angelo Picariello:

Accade sovente ai martiri che il loro sangue versato produca nel tempo frutti più grandi e duraturi di quelli che con la loro eliminazione si intendeva impedire. Basta solo coglierli, per non vanificare quel sacrificio. Capita invece che a 43 anni dalla sua scomparsa (9 maggio 1978) Aldo Moro venga ancora associato quasi esclusivamente ai misteri, ai buchi neri, che hanno contrassegnato la torbida vicenda del suo rapimento e del suo assassinio per mano brigatista, come se si trattasse di alimentare un inesauribile filone di romanzi gialli, trascurando di illuminare l’insegnamento più che mai attuale di questo padre costituente e statista.
«Se noi vogliamo essere ancora presenti, ebbene dobbiamo essere per le cose che nascono, anche se hanno contorni incerti, e non per le cose che muoiono, anche se vistose e in apparenza utilissime», disse Moro in un un discorso spesso evocato al Congresso della Dc del giugno 1969. Dopo 30 anni di cosiddette Seconda e Terza Repubblica a inseguire vistose quanto effimere leadership, naufragate quasi sempre sul vizio dell’autoreferenzialità e della ricerca della sterile contrapposizione, è utile riconsiderare ciò che Moro ci ha lasciato e la sua idea di «solidarietà nazionale».
Alla politica di Moro e alla «ferma determinazione» – parola del presidente Mattarella – di una sua allieva, Tina Anselmi, dobbiamo la riforma del Servizio sanitario nazionale che ci consente in questi giorni di rimettere in carreggiata una macchina che rischiava di andare fuori strada se affidata solo al fai-da-te di un autonomismo regionale che non ha dato, sempre e sul tutto il territorio, il meglio di sé nei mesi della pandemia.

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