L’uso dei migranti e dei profughi in prospettiva politica, per soddisfare le voglie, vere o false, generate da fatti concreti o dalla propaganda, dell’opinione pubblica in vista di un risultato elettorale non è una caratterstica propria di Matteo Salvini: purtroppo ha avuto predecessori illustri. Proprio 80 anni fa, nell’estate del 1939, 900 ebrei tedeschi riuscirono a salire sul transatlantico St. Louis, in rotta per Cuba. A suon di dollari avevano comprato dei visti turistici che però si rivelarono falsi: i governanti cubani li avevano truffati ben bene. Arrivati a L’Avana, le autorità cubane impedirono lo sbarco. Allora il comandante Schroder chiese al presidente Roosevelt di farli sbarcare a Miami per non doverli riportare in Germania dove sarebbero finiti in un lager. Ma l’avvicinarsi delle elezioni ed un’opinione pubblica sfavorevole all’immigrazione spinsero il presidente statunitense a negare l’autorizzazione all’attracco. Lo stesso fece in Canada e così la nave ripartià per la Germania. Schroder però, a rischio della sua vita, finse un guasto ai motori e fece attraccare la nave in Belgio.

qui la storia del St. Louis nella ricostruzione sonora di wikiradio
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