L’allarme viene da Ceccano 2012, cui dobbiamo l’unica vera analisi sulla raccolta differenziata a Ceccano, che pure dovrebbe essere compito normale degli uffici di Palazzo Antonelli: secondo i loro calcoli, basati sui dati forniti dagli uffici del III settore del comune di Ceccano, a seguito di richiesta di accesso agli atti, mancano all’appello infatti 3500 tonnellate di rifiuti. Il calcolo sembrebbe semplice: prima della differenziata, Ceccano raccoglieva 10 mila tonnellate l’anno: con la differenziata il valore totale è sceso a 6500. Che fine hanno fatto gli altri rifiuti? Improvvisamente i ceccanesi sono scesi a livelli virtuosi di produzione di immondizia? non erano esatti i dati precedenti? (avremmo
quindi pagato in eccesso le discariche?) Ci sono discariche abusive dove vengono conferiti i i rifiuti per non pagare i costi di discarica?. Sono domande legittime cui urgono risposte. Ecco quelle di Ceccano 2012, esposte in dettaglio:
Confrontando i dati del 2011 con quelli del 2012 e del 2013 dove finiscono i 3.500.000 kg di rifiuto totale annuale che mancano all’appello? Perché negli ultimi due anni sono aumentate in maniera esponenziale nel nostro territorio ed in zone limitrofe piccole discariche abusive? Perché il Comune di Ceccano non ha ancora pensato o proposto un servizio di raccolta di rifiuti alternativo a quello esistente pur sapendo che tale sistema non comporta alcun vantaggio per la cittadinanza se non per la Ditta Appaltatrice?
Il contratto con la Ditta Appaltatrice scade fra circa 2 anni, il comune prevede di rinnovarlo? Il contratto stipulato con l’attuale Ditta
appaltatrice si basava su un determinato numero di abitanti e quindi su un determinato peso del rifiuto totale prodotto (basato sulla media nazionale). Alla luce della reale produzione di rifiuto, dopo l’adozione del servizio di raccolta differenziata, perché il contratto non è stato adeguato? Perché nessuno dei dirigenti competenti si è accorto o comunque non ha reso pubblico questa drastica riduzione del rifiuto totale prodotto?
Le domande sono pertinenti e riguardano la vita di tutte le famiglie di Ceccano che tra quelache giorno, nonostante il loro impegno nella raccolta differenziata, dovranno pagare la prima rata della Tari, poi ad ottobre la seconda (pari al totale dello scorso anno) e poi attendere il conguaglio che nessuno attualmente conosce.
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