di Lorenzo Prezzi
La prima enciclica di papa Francesco – La luce della fede – è uscita venerdì 5 luglio. Il testo, non particolarmente esteso (una novantina di pagine nell’edizione della Lev), si presenta subito con due vistose caratteristiche. Rispetto all’enciclica di avvio pontificato, che normalmente assume il carattere di progetto, la Lumen fidei si propone invece come conclusione di un percorso iniziato con le due lettere precedenti di Benedetto XVI sulla carità e sulla speranza (Deus caritas est nel 2005, Spe salvi nel 2007). In secondo luogo, la sua trama è una tessitura di materiali diversi come succede nell’arte orafa quando supporti materici difformi danno figura a oggetti che, dalla diversità, assumono la loro particolarità e bellezza. Il debito nei confronti del predecessore è esplicitamente onorato. «Queste considerazioni sulla fede… intendono aggiungersi a quanto Benedetto XVI ha scritto nelle lettere
encicliche sulla carità e sulla speranza. Egli aveva già quasi completato una prima stesura di lettera enciclica sulla fede. Gliene sono profondamente grato e, nella fraternità di Cristo, assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo
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