7 regole d’oro per tradurre dal latino e dal greco


Ce le ricorda Pierluigi Fratarcangeli dal suo blog http://studiaconsuccesso.blogspot.it/

scuolateneTradurre un testo non è solo questione di conoscenza. Non basta sapere le regole e, a volte, non basta nemmeno saperle applicare. Occorre un metodo, una prassi da rispettare, un ordine da darsi e da seguire. E’ soprattutto una questione di tecnica, che mescola conoscenze generali pregresse, conoscenze specifiche, intuito, etc…
 Da un intervento di Giuseppe Tesorio sul Corriere Della Sera estrapoliamo 7 utili consigli per tradurre al meglio una versioneda una lingua classica:
 1) Leggere bene il brano – Leggere attentamente, almeno tre volte. Meditare sul testo e concentrarsi su ogni singolo periodo. Rileggere il titolo: spesso risulta utile ai fini della comprensione della versione.
2) Sottolineare – Quattro ore di tempo sono sufficienti per affrontare con ordine, metodo e serenità la prova d’esame. Dunque, individuare i periodi con la sottolineatura dei verbi, facendo attenzione anche alla punteggiatura.
3) Analizzare i verbi – Una volta sottolineate le forme verbali, analizzare i singoli periodi (principali, subordinate, coordinate), esaminare quindi i modi e i tempi verbali chiedendosene il perché. La conoscenza della morfologia è fondamentale per poter individuare e comprendere i nessi logici della frase.
4) Consultare il vocabolario – Conclusa l’analisi si può consultare il vocabolario (evitare di sfogliarlo freneticamente). La consultazione del lemma deve corrispondere alla contestualizzazione del testo (storico, filosofico, militare). La ricerca deve essere il più possibile mirata e finalizzata alla conferma di una ipotesi dettata dalla precedente analisi; un verbo va sempre cercato con il suo costrutto e qualsiasi vocabolo va consultato tenendo conto della tipologia del brano.
5) Cogliere le sfumature – Attenzione sempre viva e costante per cogliere sfumature e possibili richiami, sia quando si legge il testo sia quando si consulta il dizionario (espressioni idiomatiche, lemmi tecnico-scientifici).
6) Tradurre e verificare la coerenza – Primo abbozzo di traduzione, quella, cioè, che segue la struttura generale del periodo latino. E dal momento che il latino è una lingua sintetica e l’italiano una lingua analitica, incomincia adesso la rielaborazione del testo. Rileggere la prima stesura, è utile per verificare la contiguità col testo e/o per controllare gli eventuali passi difettosi di coerenza e di quelli non rispettosi delle regole morfo-sintattiche (che comunque bisogna conoscere).
7) Rendere in buon italiano – Sistemazione del testo tradotto in un italiano corretto dal punto di vista sintattico, linguistico (scelta dei termini o degli aggettivi appropriati), ortografico, senza “interpretare” (manipolare) il pensiero altrui, perché cercare di rimanere fedeli al testo non significa essere approssimativi nella resa italiana.

Una risposta a "7 regole d’oro per tradurre dal latino e dal greco"

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  1. Nonostante abbia finito il liceo da diversi anni, sono ancora in contatto con la mia vecchia prof di Latino e Greco.
    Lei mi ha detto che i giovani sono mediamente sempre più incapaci di tradurre bene le lingue classiche. A suo giudizio questo dipende dal fatto che i ragazzi a cui insegna sono cresciuti in una società veloce, che ti dà tutto e subito, e quindi non sono mentalmente preparati a fare qualcosa che richieda tempo, pazienza e fatica in quantità industriali come il latino e greco.
    Lei questo lo vede soprattutto da come i suoi alunni consultano i dizionari: spesso loro non hanno la pazienza di scorrere tutti i significati di una data parola, e quindi per velocizzare prendono il primo significato che gli capita a tiro e lo buttano sul foglio, senza curarsi minimamente né di guardare i significati successivi né di vedere se quello che hanno scelto “torna” nel contesto della versione.
    Questo genera delle traduzioni mostruose e completamente prive di senso, perché piene di errori lessicali; se poi ci aggiungiamo anche gli errori nell’ analisi del periodo, a quel punto scendere fino all’ insufficienza diventa facilissimo. A molti alunni basterebbe spendere qualche minuto in più nella consultazione del vocabolario per risollevare enormemente le loro medie.

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