Ceccano 2012 riporta l’attenzione sul Monte Siserno, una risorsa appunto per Ceccano. Lo fa con un contributo del dott. Pietro Salomone, botanico.
Di fronte a noi, a ogni alba e a ogni tramonto, a separarci dal mare e dalla pianura pontina, c’è una montagna: chiaramente una collina, se paragonata ai giganti dell’Appennino o al più famigerato gruppo di monte Gemma e monte Cacume (citato addirittura nella Commediadantesca); ma è una collina che di quell’Appennino è l’anticipo, essendo la diramazione della catena dei Lepini. La montagna in questione, ricoperta di lecci e roverelle, caratterizzata da affioramenti carsici e da specie animali di grande interesse naturalistico come lo sparviere e il colubro liscio, con i suoi 790 metri fa da confine naturale alla nostra tanto martoriata Valle del Sacco: parliamo ovviamente del monte Siserno, un nome che tutti i ceccanesi conoscono, ma non da tutti purtroppo apprezzato a sufficienza.
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