«Al sopravvenire dell’attuale gravissima crisi economica, i clienti della nostra piccola 
azienda sono drasticamente diminuiti e quelli rimasti dilazionano sempre più i pagamenti. Ci
sono giorni e notti nei quali viene da chiedersi come fare a non perdere la speranza».
In molti, nell’ascoltare la drammatica testimonianza presentata da due coniugi al Papa
in occasione del VII Incontro Mondiale delle famiglie (Milano, 1-3 giugno 2012), non
abbiamo faticato a riconoscervi la situazione di tante persone conosciute e a noi care, provate
dall’assenza di prospettive sicure di lavoro e dal persistere di un forte senso di incertezza.
«In città la gente gira a testa bassa – confidavano ancora i due –; nessuno ha più
fiducia di nessuno, manca la speranza».
Non ne è forse segno la grave difficoltà nel “fare famiglia”, a causa di condizioni di
precarietà che influenzano la visione della vita e i rapporti interpersonali, suscitano
inquietudine e portano a rimandare le scelte definitive e, quindi, la trasmissione della vita
all’interno della coppia coniugale e della famiglia?
La crisi del lavoro aggrava così la crisi della natalità e accresce il preoccupante
squilibrio demografico che sta toccando il nostro Paese: il progressivo invecchiamento della
popolazione priva la società dell’insostituibile patrimonio che i figli rappresentano, crea difficoltà relative al mantenimento di attività lavorative e imprenditoriali importanti per il
territorio e paralizza il sorgere di nuove iniziative.
Così inizia il messaggio dei vescovi italiani per la Giornata per la vita 2013
Eccone il testo completo Messaggio Giornata vita 2013
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