Roberto Zicchitella ci ricorda la campagna dell’Unicef per salvare i bambini dalla guerra civile in Siria.
«Sotto le bombe che cadono in Siria ci sono anche i bambini», lo ricorda Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, il quale rinnova un appello alla solidarietà degli italiani perché non rimangano insensibili alla crisi umanitaria che colpisce la popolazione siriana.
Dallo scorso gennaio, l’Unicef e le organizzazioni partner hanno raggiunto 250.000 persone con assistenza umanitaria, inclusi oltre 185.000 bambini e adolescenti. Soltanto a luglio sono state aiutate 94.000 persone, il 90% bambini. Per rispondere ai bisogni dei piccoli siriani l’Unicef sta operando in tutti i settori fondamentali: sanità, nutrizione, acqua, igiene, istruzione, protezione dell’infanzia e fornitura di generi di primo soccorso.
L’Unicef sta intervenendo anche in Giordania, Libano, Iraq e Turchia dove si sono rifugiate 129.927
persone. A fine luglio il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha deciso di stanziare 500 mila euro della Cooperazione italiana per finanziare il piano di emergenza dell’Unicef. «
In questo modo 2.500 tra bambini e adolescenti siriani, rifugiati in Libano, potranno essere inseriti nelle scuole pubbliche locali e usufruire dei programmi di assistenza psicologica per superare i traumi delle violenze nel loro Paese», ha dichiarato il presidente dell’Unicef Italia, Giacomo Guerrera.
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