di Claudio Di Blasi per www.vita.it
Il buon Serge Latouche mi perdonerà la citazione sfacciata di una delle sue ultime opere (“Per un’abbondanza frugale”, Bollati Boringhieri, 2012, Torino), ma ritengo che la risposta alla “autorigenerazione” del servizio civile stia tutta in una scelta di “decrescita ragionata” del sistema.
Nell’ultimo biennio alla crisi del servizio civile si è data una risposta positivistica: occorrono più risorse pubbliche, per avviare più volontari in servizio civile, in modo che gli enti di servizio civile possano svolgere sempre più servizi.
Una prospettiva non facile da realizzarsi, soprattutto in una fase in cui le risorse pubbliche sono sempre meno disponibili… certo, vi è anche una questione di allocazione delle risorse pubbliche, ma è quasi superfluo segnalare come il servizio civile volontario sia decisamente meno “sexy” rispetto ad altre possibilità di impiego di denaro pubblico…. potremmo fare esempi che spaziano dagli “esodati” all’investimento nelle strutture ed uffici deputati all’ordine pubblico.
Continua qui un-servizio-civile-abbondante-e-frugale-2
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