di don Mario Aversano
«Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo, se deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi, perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile, irriguardosa e saputa. (…) la gioventù di oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata.» (Esiodo, le opere e i giorni , 700 a. C.)La gioventù di oggi è meravigliosa. E ha bisogno di scoprirlo attraverso lo sguardo sincero degli adulti.
La prima vocazione è diventare adulti. Ci si arriva attraverso progressi non sempre lineari e coerenti, ma con la determinazione di chi sopporta anche le proprie imperfezioni, per ricominciare ogni giorno.
Ci si arriva attraversando la paura del vuoto e dell’insuccesso, morendo e risorgendo: una volta; poi un’altra; e un’altra ancora.
Che giovane fu Cristo? Che adulto è diventato?
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