La musica di Handel c’è riuscita: ha compiuto il miracolo di restituire fiducia, di ridare forza in un momento molto difficile per tutti. Il 21 marzo in S. Giovanni a Ceccano si ricordavano le vicende tristi di Francesco Alviti e di Fiammetta Misserville, strappati al loro futuro terreno dalla malattia contro la quale invano avevano lottato. La musica, consolatrice per eccellenza, ha unito al ricordo di Francesco e di Fiammetta anche quelli di
Cesarina, madre del primo violino dell’orchestra, Donatella Aversa, dei 22 ragazzi belgi, morti nella galleria in Svizzera, le vittime della strage nella scuola ebraica di Tolosa, insomma il male del mondo che Gesù addossò sulle sue spalle, finendovi inchiodato, ma vincendo così sulla morte. L’emozione è stata sorretta dalla gioia di vivere, espressa dalla musica del grande compositore inglese, che con il Dixit Dominus, composto a Roma nei primi anni del ‘700, ha ricordato a tutti la necessità di sostenersi con l’acqua della vita per affrontare il cammino. Interpreti dell’opera handeliana, una specie di summa della musica barocca italiana, sono state le voci soliste di Vittoria D’Annibale e Mariagrazia Molinari, soprani, Fabiola Mastrogiacomo, mezzosoprano, Enrico Talocco, tenore, Adriano Scaccia, basso.
Al salmo biblico, recitato prima del concerto in omaggio alla Giornata Mondiale della Poesia dell’Unesco, sono seguiti i Coronation Anthems, gli inni liturgici che Handel compose per l’incoronazione di Giorgio II, nel 1727. rappresentano il desiderio della nazione britannica di ritrovare pace e concordia. Auspicio per l’Italia di oggi.
Il coro è stato quello del Concentus Musicus Fabraternus Josquin des Pres. L’orchestra quella che porta proprio il nome di Francesco Alviti. La direzione era affidata a Mauro Gizzi.
qui le prime foto Concerto21Marzo
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