Giovani sempre più attratti dalle bevande alcoliche, con la tendenza a consumerne in grandi quantità in breve tempo e fuori pasto.
Il dato emerge dall’analisi del Ministero della Salute, che ha pubblicato l’ottava Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della legge n. 125/2001 in materia di alcol e problemi correlati al consumo di alcol (Relazione 2011). La Relazione annuale viene predisposta nella seconda metà di ciascun anno, con riferimento agli interventi posti in essere nell’anno precedente.
Nel decennio 2000-2010 c’è stata una crescita, fra i giovani e i giovani adulti, dell’abitudine al consumo, oltre che di vino e birra, anche di superalcolici, aperitivi e amari, che implicano un’abitudine a consumi lontano dai pasti e con frequenza occasionale.
L’aumento dei consumi fuori pasto è stato rilevante nel decennio sia fra gli uomini che tra le donne, che hanno registrato un aumento quasi pari a quello degli uomini; il consumo fuori pasto si è particolarmente radicato tra i più giovani: nella fascia di età 18-24 anni i consumatori fuori pasto sono passati dal 33,7% al 41,9% e tra i giovanissimi di 14-17 anni dal 14,5% al 16,9%. Tra le ragazze di quest’età nell’ultimo quindicennio la quota di consumatrici fuori pasto si è quasi triplicata.
Anche il binge drinking, di importazione nordeuropea, che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo, si è ormai diffuso stabilmente a partire dal 2003, registrando un costante aumento in entrambi i sessi, e nel 2010 ha riguardato il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne. Preoccupante è anche l’associazione, rilevata dall’Istat, tra il binge drinking e l’assida frequentazione di locali da ballo, a sua volta associata all’suo di autoveicoli, che espone i giovani a rischio di incidenti stradali.
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