Luigi Accattoli, il più famoso e accreditato dei vaticanisti, ci spiega cosa sta accadendo Oltretevere:
“Dacci oggi il nostro corvo quotidiano”
Di nuovo volano i corvi a San Pietro e provocano la riaccensione in automatico dei riflettori dei media. Il 25
gennaio la trasmissione televisiva Gli Intoccabili de La7 aveva dato conto di due lettere riservate dell’arcivescovo Vigano che denunciavano malefatte amministrative al Governatorato, venerdì scorso Il Fatto quotidiano ha pubblicato un appunto transitato per la Segreteria di Stato vaticana nel quale si parla sconclusionatamente di salute del Papa, durata della sua vita, futuro Conclave e altre questioni spropositate.
Nel primo caso si tratta di documenti seri, nel secondo di una chiacchiera bislacca ma il chiasso mediatico è stato comunque grande e nel secondo caso, che ne meritava di meno, esso è risultato ingigantito dalla sommatoria emotiva con il primo. Ci si è chiesti che cosa succeda in Vaticano e sono state tracciate le diagnosi più drammatiche. Prima di entrare nel dettaglio della seconda delle due performances dei corvi in talare – della prima avevo trattato in queste pagine martedì scorso – dico in quattro punti la mia interpretazione.
Primo: è evidente l’intenzione di chi ha fatto “fuggire” l’appunto dagli uffici della Segreteria di Stato di danneggiare il cardinale Tarcisio Bertone e magari di provocarne la sostituzione come primo collaboratore del Papa, ma ritengo che questo obiettivo non verrà raggiunto. Benedetto deve molto all’aiuto di Bertone e la loro collaborazione può considerarsi oggettivamente fortunata, stante la rispondenza complementare delle due personalità: a Papa riflessivo bene si adatta un Segretario di Stato estroverso.
Secondo: è anche chiara l’intenzione – in chi ha redatto quel testo così originale, se non in chi l’ha fatto fuggire – di lanciare segnali in direzione del futuro Conclave. Si fa dire al cardinale di Palermo Paolo Romeo che la morte del Papa avverrà entro il 2012 e che Benedetto vorrebbe come suo successore il cardinale Scola. Ci vuol altro che queste chiacchiere da bar per influenzare un Conclave. L’unico a uscirne danneggiato sarà il cardinale Romeo se non potrà chiarire convincentemente la sua estraneità – che ha già dichiarato – alla ciarla che gli è stata attribuita.
Terzo: concordo con la quasi unanimità dei vaticanisti nel ritenere che queste ripetute fughe di documenti riservati (e di notizie e di retroscena) stanno a segnalare che è in corso una lotta per fazioni nelle mille stanze vaticane. Una lotta che sempre vi è stata e che si ravviva in presenza di iniziative di riforma interna e con l’avanzare dell’età del Papa. La riforma in corso che provoca reazioni – forse anche disperate – riguarda il comparto economico e finanziario. Benedetto, poi, compirà 85 anni il 16 aprile e negli ultimi cent’anni nessun Papa ha superato questa età.
Quarto: contrariamente alla maggioranza dei commentatori non attribuisco importanza a tale lotta interna, né la riconduco a grandi cause (crisi della fede, incapacità dell’attuale leadership di riformare il governo curiale o di farlo funzionare, fronda contro Papa Benedetto), né ritengo che possa avere conseguenze di rilievo. La vedo come un’agitazione di livelli bassi della Curia, intesi a piccole vendette o piccoli guadagni. Un’agitazione che potrà solo danneggiare l’immagine mediatica della Curia Romana.
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