E’ stata una giornata da incorniciare quella di ieri per le comunità di Castro dei Volsci e Pofi. Nella chiesa di Sant’Oliva, gremita da tanti fedeli, è risuonato finalmente il suono dell’organo Spadari 1818, restaurato grazie a diversi contributi ma anche alla passione e alla dedizione di tanti cittadini. Uno splendido strumento restituito alla liturgia e alla comunità. Contemporaneamente a Pofi veniva presentato al pubblico il Giudizio Universale della Chiesa di S. Antonino, che occupa l’intera controfacciata della chiesa romanica. Un’opera del sec. XV che ora torna a splendere. Il sindaco di Pofi, Angelo Mattoccia così si è espresso: Non celebriamo un restauro, celebriamo la capacità di una comunità di prendersi cura di sé stessa. Quello che riusciamo a lasciare alla nostra comunità resta. Dopo più di trent’anni, il tempo di una generazione, questo intervento restituisce valore a un’opera che appartiene alla storia, alla fede, all’arte e all’identità di Pofi, come un testimone consegnato alle generazioni future. Un momento che resterà nella storia di Sant’Antonino e della nostra Pofi. Il restauro conservativo del Giudizio Universale ha restituito nuova luce a una delle testimonianze artistiche più preziose del nostro territorio. Un altro pezzo della nostra storia torna a vivere.
Il sindaco di Castro, Leonardo Ambrosi, mette in evidenza il contributo dei cittadini: quella storia continua grazie a un importante contributo della CEI, il sostegno del Comune e, soprattutto, alla generosità delle famiglie che hanno partecipato alla raccolta promossa dalla Parrocchia.
Ed è forse questa la parte più bella. Nessuno era obbligato a farlo: i cittadini hanno scelto di contribuire perché hanno sentito questo bene anche un po’ loro. Una delle più belle esperienze di partecipazione popolare che la nostra comunità abbia vissuto negli ultimi anni.
Un ringraziamento particolare va a Don Antonio Covito, che ha creduto nel recupero dell’organo ed ha lavorato per reperire le risorse.
Nel 1817 una comunità scelse di costruire questo organo. Nel 2026, generazioni dopo, quella stessa comunità ha scelto di salvarlo.
Da oggi questo organo torna a suonare. E nelle sue note continueranno a vivere oltre duecento anni di storia di Castro dei Volsci.

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