Un post, anzi una parola di un post pubblicato sul blog qualche giorno fa, sembra aver urtato la sensibilità di qualche lettore. Mettevamo in evidenza nel post che il saluto alla città di don Maxime Honfo, viceparroco dell’Unità Pastorale Ceccano Centro, proveniente dal Benin, era stato incentrato su un illustre ceccanese, il prof. Pio Fedele, probabilmente il più grande studioso di diritto canonico del secolo XX, morto nel 2004 e sepolto nel cimitero cittadino. Il post sottolineava che il prof. Fedele, sia sostanzialmente uno sconosciuto per la stragrande maggioranza dei ceccanesi. Questa sottolineatura ha infastidito qualche lettore che sostiene invece che la cosa non sia vera e che anzi il prof. Fedele sia stato sempre ben accolto a Ceccano. Il post in realtà voleva sottolineare come tra i canonisti di tutto il mondo Pio Fedele sia un punto di riferimento e tutti sanno che era nativo di Ceccano, cosa che probabilmente molti ceccanesi ignorano. Ci sono tanti modi per ricordare un cittadino illustre: intitolazione di una strada o una piazza, di una sala, istituzione di un premio a lui intitolato, o la realizzazione di giornate a lui dedicate e così via. Dal 2008, almeno, non si è mai parlato di Pio Fedele a Ceccano in un contesto pubblico: il primo a farlo è stato don Maxime, dall’altare che ha interrotto un silenzio quasi ventennale, almeno. Ancora grazie.
Qui il ricordo di Pio Fedele dall’Arcisodalizio della Curia Romana

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