Da 14 giorni non superiamo i limiti delle polveri, così l’assessore all’ambiente del comune di Ceccano, Riccardo Del Brocco, in un post su Instagram, ripubblicato anche dal sindaco, commenta i dati di Arpa Lazio sulla situazione dell’inquinamento a Ceccano. Nel breve commento che accompagna il post, l’assessore, dopo aver accusato i soliti “denigratori allarmisti”, mette in evidenza come dal 29 febbraio la centralina di Ceccano sia al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge e conclude che i dati confermano la tesi dell’amministrazione comunale che la responsabilità dell’inquinamento sia dei riscaldamenti. Purtroppo per i residenti nell’area, i dati dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente dicono cose diverse: nei primi due mesi dell’anno 2024 i limiti sono stati superati per ben 40 giorni a Ceccano e i riscaldamenti sono ancora accesi, anche se in misura minore, compresi quelli gestiti direttamente dal comune. Cosa è accaduto allora per avere una situazione così diversa in Marzo? Semplice, è cambiato il tempo: grazie a Dio, piogge e vento hanno spazzato via l’inquinamento, rendendo finalmente respirabile l’aria in cui vivono i cittadini del frusinate. Accade così ogni anno: i mesi più inquinati sono quelli invernali, in cui l’inversione termica e la mancanza di vento lasciano accumulare le polveri sottili. Nel 2023 la centralina di Ceccano ha segnato ben 84 giorni in cui la concentrazione media delle polveri nelle 24 ore è stata superiore al valore massimo di 50 microgrammi per metro cubo. Fra l’altro, la centralina di Ceccano misura soltanto le pm10, non fornendo alcun dato sulle polveri ultrasottili, le pm 2,5, ancora più pericolose per la salute. Certamente il Generale Vento ha fatto la sua parte ma bisogna pensare seriamente a come migliorare la situazione in quei 4 mesi di camera a gas. Ci sono tanti accorgimenti che possono essere adottati, per mitigare una situazione determinata anche dall’orografia e dall’andamento climatico, oltre che dalla scelta del tipo di impianto di riscaldamento. Sicuramente non è un compito che può affrontare il comune di Ceccano da solo. Intanto Europa Verde interviene con un lungo comunicato in cui si legge che Ceccano è da anni la città più inquinata del Lazio, con gravi rischi per la salute di tutti noi. L’amministrazione comunale, invece di intervenire con urgenza, si limita a negare la realtà e a cercare di nascondere la polvere (purtroppo “sottile”) sotto il tappeto.

Potete leggere l’intero comunicato qui
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Purtroppo non credo si tratti di allarmismi, si tratta piuttosto di collocare il problema dell’ inquinamento in un quadro più generale e non solo in questi famosi 14 giorni in cui pare non ci sarebbero stati sforamenti. La situazione, vista in un contesto più ampio non è così confortante. Il problema dell’inquinamento riguarda tutti e non credo che chi critica lo faccia per denigrare ,quando sul tavolo c’è l’interesse per la salute pubblica.