Anche il sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, riconosce che molte delle polveri sottili, che avvolgono Ceccano e il territorio circostante con valori anche doppi rispetto ai massimi previsti dalla legge, con 69 superamenti registrati nel 2023, dipendono dai termocamini e dalle stufe a pellet. Lo ha fatto in una intervista pubblicata su Il Messaggero, in cui Caligiore dice: Il Comune emette ordinanze anti smog ma il problema va affrontato a monte: il 70% delle Pm 10 proviene dai riscaldamenti dei termo camini e stufe a pellet. Il 95% del territorio è metanizzato ma i cittadini per questioni economiche continuano a preferire il pellet o la legna. Occorrono incentivi per modificare queste abitudini e per sistemi di riscaldamento meno inquinanti. In effetti, ogni ordinanza per il contenimento dell’inquinamento atmosferico del comune di Ceccano contiene il divieto dell’uso di camini termici e di stufe a pellet nel caso in cui si disponga di altre fonti di calore. Ma si tratta di una grida manzoniana. Ecco perché è assolutamente condivisibile la richiesta di incentivare le altre forme di riscaldamento come le pompe di calore legate alla produzione autonoma di energia elettrica e alle comunità energetiche. Se i cittadini trovassero più conveniente installare pannelli solari o utilizzare il metano non accenderebbero i termocamini. E’ una svolta di Palazzo Antonelli nel contrasto alle polveri sottili? Sarebbe davvero un bel segnale se Ceccano si mettesse alla testa di un movimento dei sindaci della Valle del Sacco, per ottenere incentivi specifici per le famiglie, per mitigare l’inquinamento atmosferico e soprattutto le sue conseguenze per la salute delle persone.

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