C’era sempre, in ogni occasione, in ogni evento che meritasse attenzione, testimone solidale e attivo di una passione per la città degli uomini che contemperava con il suo amore per la chiesa. Responsabile dell’Azione cattolica, anche a livello regionale, impegnato nella vita politica e amministrativa della città, sostenitore di gruppi e associazioni, appassionato di ogni cosa… Ecco, per Tommaso Bartoli, che il Signore ha voluto richiamare a sé stamane, penso si possa attagliare quella definizione di S. Paolo che scrive ai cristiani di Filippi, un cittadino degno del vangelo. Sì, perché Tommaso viveva appieno tutte le dimensioni della vita umana, unificandole nella sua coscienza, spesso tormentata dalle tante cose storte che vedeva attorno a sé ma che non lo scoraggiavano dal guardare con fiducia al futuro. Da lui ho imparato ad essere laico di Azione Cattolica, da lui ho imparato a rispettare le opinioni degli altri, soprattutto quando non si è d’accordo e tante altre cose. Ricordo le lunghe chiacchierate lungo la ferrovia quando era capostazione, (so alla perfezione come funziona il sistema a blocchi di governo del transito ferroviario…) o l’entusiasmo per ogni nuovo documento estratto da un archivio, che esprimeva in questi ultimi decenni, dedicati alla ricerca storiografica su Ceccano, spesso coraggiosa e scevra da pregiudizi. Ha pubblicato tanti volumi che arricchiscono per sempre la memorialistica della nostra città. Con lui perdo un amico ma guadagno un testimone della laicità cristiana, vissuta con coraggio e speranza nella fede.

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