Lo si è appreso in consiglio comunale, durante la discussione di un’interpellanza, in cui la consigliera De Santis chiedeva conto dei mancati adeguamenti del servizio da parte della ditta appaltatrice. La consigliera aveva evidenziato come mancassero i dati relativi alla raccolta della plastica, non fossero stati forniti i compattatori secondo quanto previsto dall’appalto, né fossero stati installati nelle strade cittadine i quasi 500 cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti ed ancora le isole ecologiche destinate alle strade e finite invece nelle scuole. Inoltre, la consigliera aveva chiesto chiarimenti su quanto il comune riceva annualmente dalla ditta appaltatrice per la vendita dei rifiuti differenziati dai cittadini, che sono riusciti a raggiungere la percentuale del 72% nel 2020, calata al 70 nel 2021, gli ultimi dati a disposizione dal catasto dei rifiuti dell’Ispra, da cui emerge la totale assenza della plastica. Non c’è mai stata alcuna informazione ai cittadini di quanto frutti annualmente al comune la vendita dei rifiuti differenziati dai ceccanesi. L’amministrazione ha precisato che quanto non è stato fatto dalla ditta appaltatrice sarà detratto dall’ultima rata del contratto in scadenza.

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