Per gestire i rifiuti, bisogna trattare il compost che può essere una ricchezza


di Donatella Del Brocco*

E’ di questi giorni la polemica del sindaco di Patrica, Lucio Fiodalisio, cui si è unito poi l’assessore all’ambiente del comune di Ceccano, Riccardo Del Brocco, per una conferenza dei servizi indetta dalla Regione per l’installazione di impianti per il trattamento dei rifiuti. Ospitiamo volentieri un intervento in proposito dell’ingegnere ambientale Donatella Del Brocco.

Gestire i rifiuti non è semplice ma questo noi lo sappiamo bene, tutti i giorni ne abbiamo a che fare sia noi nelle nostre abitazioni e sia tutti coloro che gestiscono gli impianti di trattamento. Problema di fondo sono gli spazi necessari per stoccare questi rifiuti. Fortunatamente è diffuso il concetto che fare una buona raccolta differenziata è indispensabile al fine di ridurre al minimo la frazione da destinare alla discarica. Si punta molto sui materiali riciclabili quali plastica, carta, vetro, alluminio, ma anche i rifiuti organici possono essere trasformati in qualcosa di valore. Infatti, la frazione organica dei rifiuti urbani, quali i residui di cibo, il fogliame, le piante, l’erba che falciamo, possono essere lavorati attraverso il processo di Compostaggio, un processo biologico controllato dall’uomo, che riproduce quello che avviene in natura per dare vita al Compost. 

Ma che cos’è il compost? Per definizione è un materiale inodore stabile e simile all’humus (quel terriccio che ricopre i boschi, con il piacevole odore di terra, funghi e muschio) che è ricco di materia organica, proteine e carboidrati. Per capirci è un fertilizzante! Esso ha un  importante ruolo per la salvaguardia dell’ambiente ed in particolare dei suoli.

E come si fa? Per limitare l’impatto ambientale legato alla gestione di questi rifiuti organici è possibile “accelerare” il processo di naturale degradazione utilizzando opportuni batteri, che sono in grado di convertire i rifiuti in materiale stabile non degradabile ulteriormente. Dal punto di vista impiantistico viene insufflata dell’aria attraverso il rifiuto che sta fermentando, la quantità di aria necessaria viene determinata in modo tale da assicurare la giusta dose di ossigeno indispensabile ai batteri per mantenere condizioni di temperatura adeguate alla loro vita.

Ovviamente dopo aver attraversato i rifiuti, quest’aria si carica di sostanze inquinanti e deve essere opportunatamente trattata.

C’è da sapere che questi tipi di impianti sono sorti per recuperare la frazione organica che in precedenza veniva conferita in discarica, ma ad oggi cosi come richiesto dall’Europa deve essere avviata a recupero chiudendo il ciclo dei rifiuti. 

Unico svantaggio può essere il cattivo odore dal punto di vista percettivo o qualitativo e non dal punto di vista della salute o ambientale. Questo cattivo odore si può presentare se l’impianto non viene gestito correttamente a prescindere che sia pubblico o privato. 

Un compostaggio ben fatto, generando compost di buona qualità, diventa utile e interessante anche da un punto di vista economico, essendo un prodotto molto richiesto sul mercato.

Ci sono due tipologie, l’ammendante compostato verde: compost proveniente da scarti vegetali, utile per pratiche agricole e florovivaistiche; e l’ammendante compostato misto: compost proveniente da trattamenti di scarti vegetali miscelati ad altre biomasse di diversa origine alimentare, zootecnica, da fanghi di depurazione, ecc. usato in agricoltura, viticoltura ecc.

Il compost è uno strumento efficace contro l’erosione, impermeabilizzazione, perdita di biodiversità e contaminazione. Promuovere la buona pratica per la raccolta dei rifiuti organici significa quindi anche difendere il nostro suolo. Inoltre la filiera di questo tipo di rifiuto coinvolge numerose attività, dai servizi di raccolta e trasporto, fino alla ricerca e progettazione delle tecnologie sempre più innovative con vantaggio sia ambientale che occupazionale.

Il CIC ovvero Consorzio Italiano Compostatori, annualmente analizza i dati sulla raccolta differenziata del rifiuto organico e degli impianti italiani, a partire dai dati del Rapporto Rifiuti ISPRA; quella dell’organico viene confermata la frazione più importante  di tutte le raccolte. Non solo, ma anche gli impianti dedicati al trattamento del rifiuto organico al momento sono in grado di soddisfare le esigenze di produzione nazionale, tuttavia c’è uno squilibrio nella  loro distribuzione geografica, essi sono concentrati soprattutto nel Nord Italia. 

Documentandoci in rete sul sito ISPRA si può prendere visione della distribuzione degli impianti di compostaggio a livello Regionale e Provinciale. Questa è la situazione al 2019, nel Lazio ci sono 19 impianti distribuiti nelle Province di Roma, Latina e Viterbo. 

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Non consideriamo dunque il Rifiuto erroneamente, come un qualcosa di negativo; se lo si sa gestire è una ricchezza, ed il Compost ne è un esempio lampante.

*ingegnere dell’ambiente

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