Quali sono i campanelli d’allarme che devono mettere sul chi va là i genitori? «Una sofferenza latente – spiega spiega Fabio Vanni, referente del Progetto adolescenza dell’Ausl della provincia di Parma – costellata da atteggiamenti di trasgressione che si succedono con continuità. Dal bere alcolici, all’autolesionismo, dallo sballo all’ipersessualità. Ma anche gli scatti d’ira non sono da sottovalutare o la totale rottura del rapporto con gli adulti. Questo tenendo ben presente che è normale che gli adolescenti ricerchino la propria autonomia, mettendo fuori dalla porta (metaforicamente e non) mamme e papà. Il malessere persistente è quello che ci deve preoccupare e magari farci chiedere un consulto con un esperto». I casi sono in aumento, spiega, anche se «non tutti gli adolescenti sono così». Cos’è successo? «Il primo aspetto non trascurabile è quello sui cosiddetti “riferimenti orizzontali”. In altre parole, il ruolo fondamentale per la costruzione della reputazione sociale lo giocano i coetanei invece dei genitori». Un capitolo a parte è poi quello della rete. Whatsapp, Instagram, Facebook sono i mezzi preferiti per mettere alla berlina i compagni di classe, specie quelli che fanno più fatica ad essere accettati dal gruppo. «Questo anche perché spesso i social sono una premessa, un contorno ai contatti reali, quotidiani».ch.poz.
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