Il coraggio di sposarsi


berg56di Antonio Sanfrancesco

Avverte che il matrimonio cristiano «non è semplicemente una cerimonia che si fa in chiesa, coi fiori, l’abito, le foto ma un sacramento che avviene nella Chiesa, e che anche fa la Chiesa, dando inizio ad una nuova comunità familiare». Poi, citando San Paolo, si rivolge direttamente ai mariti presenti in piazza San Pietro: «Il marito – dice Paolo – deve amare la moglie “come il proprio corpo” (Ef 5,28); amarla come Cristo “ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei” (v. 25). Ma voi mariti che siete qui presenti capite questo? Amare la propria moglie come Cristo ama la Chiesa. Questi non sono scherzi, è serio! L’effetto di questo radicalismo della dedizione chiesta all’uomo, per l’amore e la dignità della donna, sull’esempio di Cristo, dev’essere stato enorme, nella stessa comunità cristiana». Infine,  dice che ci vuole coraggio per impegnarsi nel matrimonio: «Quando io saluto i novelli sposi, dico: “Ecco i coraggiosi!”, perché ci vuole coraggio per amarsi così come Cristo ama la Chiesa».

 Papa Francesco prosegue la catechesi sulla famiglia  e si sofferma sulla bellezza del matrimonio cristiano sottolineando, in particolare, la radicalità evangelica della scelta di sposarsi, che era mal compresa e forse osteggiata anche nelle prime comunità cristiane, e la sua missionarietà: «Questo seme della novità evangelica, che ristabilisce l’originaria reciprocità della dedizione e del rispetto, è maturato lentamente nella storia, ma alla fine ha prevalso», ha spiegato il Papa. «Il sacramento del matrimonio è un grande atto di fede e di amore: testimonia il coraggio di credere alla bellezza dell’atto creatore di Dio e di vivere quell’amore che spinge ad andare sempre oltre, oltre sé stessi e anche oltre la stessa famiglia. La vocazione cristiana ad amare senza riserve e senza misura è quanto, con la grazia di Cristo, sta alla base anche del libero consenso che costituisce il matrimonio». Poi ha aggiunto: «In questa profondità del mistero creaturale, riconosciuto e ristabilito nella sua purezza, si apre un secondo grande orizzonte che caratterizza il sacramento del matrimonio. La decisione di “sposarsi nel Signore” contiene anche una dimensione missionaria, che significa avere nel cuore la disponibilità a farsi tramite della benedizione di Dio e della grazia del Signore per tutti. Infatti gli sposi cristiani partecipano in quanto sposi alla missione della Chiesa. E ci vuole coraggio per questo, eh!».

Anche la Chiesa, ha spiegato il Papa, è «pienamente coinvolta» nella scelta di ogni coppia di sposarsi:  «Essa», ha detto, «si edifica nelle sue riuscite e patisce nei suoi fallimenti. Ma dobbiamo interrogarci con serietà: accettiamo fino in fondo, noi stessi, come credenti e come pastori anche, questo legame indissolubile della storia di Cristo e della Chiesa con la storia del matrimonio e della famiglia umana? Siamo disposti ad assumerci seriamente questa responsabilità, cioè che ogni matrimonio va sulla strada dell’amore che Cristo ha per la Chiesa? È grande questo!».

Poi ha aggiunto:  «E così la vita della Chiesa si arricchisce ogni volta della bellezza di questa alleanza sponsale, come pure si impoverisce ogni volta che essa viene sfigurata. La Chiesa, per offrire a tutti i doni della fede, dell’amore e della speranza, ha bisogno anche della coraggiosa fedeltà degli sposi alla grazia del loro sacramento! Il popolo di Dio ha bisogno del loro quotidiano cammino nella fede, nell’amore e nella speranza, con tutte le gioie e le fatiche che questo cammino comporta in un matrimonio e in una famiglia».

Ecco perché, ha concluso, il matrimonio cristiano è anche un “mistero”: «È  commovente e tanto bella questa irradiazione della forza e della tenerezza di Dio che si trasmette da coppia a coppia, da famiglia a famiglia. Ha ragione san Paolo: questo è proprio un “mistero grande”! Uomini e donne, coraggiosi abbastanza per portare questo tesoro nei “vasi di creta” della nostra umanità, sono – questi uomini e queste donne, che sono così coraggiosi – sono una risorsa essenziale per la Chiesa, anche per tutto il mondo! Dio li benedica mille volte per questo!».

Una risposta a "Il coraggio di sposarsi"

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  1. Il matrimonio cristiano è uno strumento di potere che serve a indebolire i due principali nemici della chiesa: l’individuo, al quale viene proibito il vero amore, sostituito con la missionarità militaresca dell’imperativo “riproduciti”; E lo stato, il quale viene sostituito da un’azienda privata chiamata Chiesa che acquisisce l’esclusiva mondiale sulla più importante delle attività laiche: quella di amarsi.

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