Andrea Tornielli prende spunto dalle parole di Salvini per chiarire quale sia l’impegno della Chiesa italiana nei confronti dei migranti
«Quanti rifugiati ci sono in Vaticano?», ha domandato Matteo Salvini rispondendo alle parole del Papa. Negli ultimi mesi Francesco ha voluto dare un segno tangibile di vicinanza agli homeless aprendo per loro un servizio docce e barberia sotto il colonnato di San Pietro. Si sta realizzando un dormitorio che avrà una trentina di posti letto, e dal Vaticano partono derrate alimentari da distribuire ai poveri della capitale. Ma è la Chiesa in Italia, con la Caritas, la fondazione Migrantes e le parrocchie, a svolgere un servizio capillare per l’aiuto agli immigrati.
Le strutture legate alla Chiesa negli ultimi anni hanno dato la disponibilità ad accogliere 10mila migranti. Un numero che è andato aumentando. Il lavoro sociale delle 23.000 parrocchie, attraverso la rete dei centri di ascolto, hanno generato migliaia di servizi di prima necessità (mense, prestiti, ambulatori, dormitori) che oltre a servire gli italiani in difficoltà servono anche i poveri migranti. Si tratta di oltre 1500 servizi ai migranti.
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