Lo sguardo indagatore, talvolta di sfida, dei ragazzi. Lo spazio angusto dell’aula di una scuola di borgata. Sono le finestre da cui Eraldo Affinati, scrittore, insegnante, osserva l’anima persa di Roma. La mattina insegna all’Istituto professionale di Stato Carlo Cattaneo, presso la succursale della Città dei ragazzi. Il pomeriggio, nella scuola Penny Wilson fondata con la moglie, dà lezioni di italiano a ragazzi stranieri arrivati in Italia non accompagnati: ragazzi che, incontrando persone diverse, sarebbero forse finiti nelle grinfie della criminalità che le indagini della Procura guidata da Giuseppe Pignatone
stanno facendo emergere.
– Professore, che cosa vede dalle sue aule?
«Vedo che la nostra crisi è etica prima che economica. L’economia prima o poi ripartirà, più difficile sarà scacciare lo smarrimento che colgo negli occhi dei nostri ragazzi, troppo spesso cresciuti senza avere attorno adulti credibili, capaci di dare loro il senso del limite».
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