
foto di Paride Claroni
Ci avevamo creduto, pensavamo che finalmente qualcuno fosse riuscito a rimuovere la maledizione di via Morolense, il relitto dell’ospedale nuovo-vecchio progettato ai tempi della Confraternita del SS. Sacramento e Rosario e mai utilizzato, relitto profetico della decadenza di Ceccano: e invece niente. Siamo stati vittime di quello che in sociologia si chiama wishful thinking, pensare ad una cosa con il desiderio che sia in un modo piuttosto che com’è in realtà. La discussione su internet tra i fautori della costruzione di nuove abitazioni e i contrari ad ogni soluzione è stata inutile: il progetto, infatti, riguarda l’area artigianale lungo la via Morolense e non il relitto, che rimarrà invece lì a simboleggiare il degrado. Chiediamo scusa ai lettori se abbiamo potuto trarli in inganno. Ci chiediamo però che fine abbia fatto la delibera sull’albo pretorio. Se si vuole che chi scrive sia preciso bisogna anche fornire notizie esaurienti, non sfidarlo in una specie di caccia al tesoro che appare come la negazione della trasparenza. E rimane comunque la disillusione. Il relitto se ne sta lì, tranquillo, con il suo bel cemento anni 60.
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