Nel dibattito suscitato da alcuni articoli di questo blog sulla crisi amminsitrativa a Ceccano e sul commissariamento della città, è significativa un’osservazione di Andrea Nuzzo che scrive: gli 11 (i consiglieri che a Ceccano hanno firmato per lo scioglimento del consiglio comunale) non sono altro che il pensiero di 1 più 1 più 1… Siccome sono 20anni che a Ceccano prima si contano e poi si uniscono, viene fuori che 11 è un palindromo di menti e interessi. Ecco perché parlano tutti meno che gli 11, ma forse neanche loro sanno hanno solo eseguito gli ordini. Il palindromo è un itinerario che viene percorso indifferentemente in un senso o in un altro, senza porsi eccessivi problemi: questo accade comunemente a Ceccano. Ci si schiera da una parte e dall’altra indipendentemente dalle scelte politiche, dai programmi, dai progetti. Conta soltanto: “‘i’ a cummanna’”, quelli che già ci sono vogliono rimanerci e gli altri anelano: eh, ma… si iam’ a cummanna’ nuia…
E, di fronte al silenzio ostinato degli 11, nessuno dei quali ci dice gli elementi scandalosi per provocare la caduta di la domanda allora è pertinente: chi decide veramente le sorti della città, della sua economia, del benessere e della salute dei cittadini, del futuro dei nostri figli?
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