75 minuti di emozione, di ricordo, di dolore vivo, di speranza, di impegno, di solidarietà: non è stato un semplice concerto. Più di un’ora di silenzio e di musica, di palpiti, di emozioni: le note del Requiem mozartiano hanno spinto alla riflessione, alla verifica, ma anche a riprendere speranza, a ritrovare fiducia nel futuro. Nel nome di Francesco, di Ilenia, di Irene, di Fiammetta, di Rico, di Alfredo , di Pio, l’orchestra sinfonica Francesco Alviti e il Coro Josquin Des Pres hanno eseguito, domenica 23 febbraio, nella collegiata di S. Giovanni a Ceccano, il capolavoro della musica sacra di
ogni tempo: Requiem , Kyrie, Dies Irae, Tuba Mirum, Recordare, Confutatis, Lacrymosa… un crescendo di pathos commovente per ricordare i tanti giovani falciati dal tumore e la necessità di impegnarsi, tutti, a combatterlo. La gente ha saputo del concerto tramite la rete: nessuna liturgia paludata per cominciare, niente saluti né patrocini, ma tanta amicizia e solidarietà per il Rwanda e i suoi drammi, per le famiglie colpite dal dolore, per quanti ora stanno combattendo la loro battaglia. Una grande serata di musica dunque, in cui le note mozartiane sono riuscite a provocare quella commozione che, unica, è capace di farci andare oltre la dura realtà della morte.
L’esecuzione del Requiem di Mozart era affidata al soprano Vittoria d’Annibale, al mezzosoprano Fabiola
Mastrogiacomo, al tenore Enrico Talocco e al basso Alessandro Della Morte. Sono stati accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Francesco Alviti, costituita da giovani musicisti che hanno studiato al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Il coro è stato quello del Concentus Musicus Fabraternus Josquin des Pres e la direzione era affidata a Mauro Gizzi
Qui le prime foto grazie a Giuseppe Bucciarelli Requiem 23 febbraio 2014
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