… il rugby “è uno sport molto simpatico (…) è uno sport duro, c’è molto scontro fisico, ma non c’è violenza, c’è grande lealtà, grande rispetto. Giocare a rugby è faticoso, ‘non es un paseo’, non è una passeggiata! E questo penso che sia utile anche a temprare il carattere, la forza di volontà”. “Ecco, nel rugby – ha continuato il Pontefice – si corre verso la ‘meta’! Questa parola così bella, così importante, ci fa pensare alla vita, perché tutta la nostra vita
tende a una meta; e questa ricerca, ricerca della meta, è faticosa, richiede lotta, impegno, ma l’importante è non correre da soli! Per arrivare bisogna correre insieme, e la palla viene passata di mano in mano, e si avanza insieme, finché si arriva alla meta. E allora si festeggia!”.
“Forse questa mia interpretazione non è molto tecnica – ha detto il Papa – ma è il modo in cui un vescovo vede il rugby! E come vescovo vi auguro di mettere in pratica tutto questo anche fuori dal campo, metterlo in pratica nella vostra vita”.
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