Quasi un miracolo, un altro effetto Bergoglio: stamattina a Prima Pagina, la rubrica di Radio3 dedicata alla lettura dei giornali del mattino, seguita da milioni di ascoltatori e tenuta a rotazione da un giornalista, il protagonista è stato il figliol prodigo, proprio la parabola che Luca fa dire a Gesù nel cap. 15 del suo vangelo. Ho risposto anch’io alla domanda di Dell’Arti, giornalista di turno, naturalmente schierato a favore del primo figlio
caro Dell’arti, provo a rispondere alla sua domanda sulla parabola. Certo, il fatto che a prima pagina si discuta della cosiddetta parabola del figlio prodigo è già un elemento straordinario, così pure le considerazioni di Ceronetti. Quasi che papa Francesco abbia trovato un modo per colloquiare, per confrontarsi con mondi che fino a pochi mesi fa sembravano indifferenti, se non addirittura ostili al mondo ecclesiale. Sono un insegnante di religione e provo a proporre lo stesso modo con il quale tento di spiegare ai miei allievi di liceo il cap. 15 del vangelo di luca, in cui è inserito il testo che, sempre, genera discussione. Professo’, mi direbbero i miei ragazzi, ha ragione il secondo figlio… E certamente secondo i nostri modi di pensare è così ma la chiave della parabola sta nei primi versetti del capitolo:
Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». 3Allora egli disse loro questa parabola
a coloro che ritengono di non aver bisogno di miseriocordia, di essere onesti, puri, di aver fatto il proprio dovere, di stare a posto con la propria coscienza. E io rivedo i “figli prodighi” della mia scuola: ragazzi abbandonati dai genitori trasportati dagli amici, rovinati dagli spacciatori, intontiti dal fumo, crepati dal consumismo, affascinati più da un paio di scarpe che dagli ideali della vita…. e mi chiedo che cosa non ho fatto, cosa avrei potuto fare, come posso ergermi a giudice… mi chiedo quanti Erodi, quanti gatti e volpi, quanti omini di burro abbiano incontrato nella loro vita pronti a far credere loro che stanno andando in un paese dei balocchi strutturato per farne carne da macello…
Scusate la fretta della scrittura.
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