Un festival esegetico ma non perché sia un bel testo, quanto piuttosto perché il comunicato scaturito dalla riunione di alcuni partiti della sinistra fabraterna non vuol dire quello che tutti invece vorrebbero sapere bello e chiaro: il Pd entra nella maggioranza a Ceccano e chiede al sindaco di nominare il 5° assessore, quello che avevamo impropriamente definito in pectore Manuelae. Doveva essere riservato a Rifondazione Comunista e adesso toccherà al Partito democratico: i due partiti infatti, dopo la tornata elettorale, hanno rovesciato le carte in tavola e cambiato schieramento. Rifondazione, non contenta della distribuzione degli assessorati, aveva protestato contro l’entrata in giunta di Corsi, proveniente dallo schieramento stellino, fortemente contrario alla Maliziola in campagna elettorale. Tutti ricordano la manifestazione in Piazza Municipio all’inizio dell’estate: Rifondazione Comunista e Pd, fianco a fianco contro l’inciucio, a cantare Bella ciao, sperando che Maliziola rinunciasse di fronte ad una rivolta popolare che invece non ci fu.
Ora l’inciucio va bene al Pd che digerisce tranquillamente Marco Corsi, che in pochi mesi ha cessato di essere il nemico ed avrà un collega pidiessino in giunta con lui. Eravamo stati facili profeti nel predire che questo sarebbe accaduto. Appartiene alla storia della sinistra ceccanese voler salire a Palazzo Antonelli a qualunque costo: le giunte Piroli, Trotta, Ciotoli con Querqui ricordano un costume cui i ceccanesi sono abituati e di fronte al quale non si scandalizzano Così, come purtroppo accade spesso, gli elettori hanno votato in un modo e poi si ritrovano ad essere amministrati da forze che invece il responso delle urne aveva relegato all’opposizione.
Chi sarà l’assessore? Giulio Conti sarebbe stato bruciato dalla campagna di stampa, così almeno avrebbero detto i leader storici del Pd fabraterno. Speriamo che nominino qualche giovane, una donna magari per rafforzare la presenza femminile in consiglio comunale, totalmente sbilanciata a favore dei maschi. Potrebbe essere, nel festival del trasformismo post elettorale, un buon segnale per il futuro.
Tutto questo nel comunicato emesso dal Pd, naturalmente, non c’è. Lo riporto come diffuso su internet
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