Il salesiano Frigato invita a educare alla dottrina sociale della Chiesa
di Maria Teresa Pontara Pederiva per http://vaticaninsider.lastampa.it
La dottrina sociale della Chiesa? Un libro che nessuno apre. Sembra una battuta, ma non lo è affatto: piuttosto si tratta di un dato da registrare con un certo sconforto. A dirlo è un salesiano docente di teologia morale e dottrina sociale della Chiesa presso l’Università Pontificia Salesiana, sezione di Torino. Da alcuni anni esiste il prezioso “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” pubblicato dal Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace, ma nonostante tutto la realtà è a dir poco “scoraggiante”. Eppure non c’è nulla di più concreto della declinazione di una serie di “buoni principi” come ha fatto la Chiesa con la dottrina social: seguirli ci porterebbe ad essere un po’ di più “onesti cittadini” oltre che “buoni cristiani”. Perché sulla formazione dei “buoni cristiani” si insiste molto, ma sull’essere “cristiani e cittadini” ben poco è stato fatto in passato e purtroppo anche oggi e “distinguere tra cattolici e laici serve a poco o nulla perché tutti, indistintamente respiriamo la stessa aria inquinata”.
“La rivendicazione dei propri diritti – veri o presunti che siano – e la quasi totale indifferenza per i doveri è l’eloquente fotografia del cittadino medio: individualista, rivendicativo, qualunquista, più incline alla denuncia dell’universo mondo che all’autocritica – scrive don Frigato – non ultimo: indifferente e disinteressato ai grandi problemi sociali del nostro tempo. Il fatto che centinaia di milioni di persone mangino o no o che il nostro benessere distrugga l’unico pianeta a nostra disposizione non paiono ragioni sufficienti per scendere in piazza a protestare. Se però si tocca il portafoglio…
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