di Antonio Nalli
Da piccolo, un film mi ha fatto sognare che un’automobile modificata potesse portarmi avanti o indietro nel tempo, per conoscere in anteprima ciò che sarebbe stato o cambiare per sempre quello che già era accaduto.
Nella realtà, però, tutto questo non funziona. Ci sono periodi della propria vita che sono legati ad una sofferenza interiore che, al di là di come si evolvano poi le cose, di come ruoti tutto ciò che hai intorno, nessuno potrà mai cancellare, perché quel dolore ormai fa parte di te, ci sei cresciuto, ti ha maturato e lo porti come una cicatrice che non andrà mai via, associando ogni cosa di quell’arco temporale, a tutto ciò. Questa mattina sono tornato 2 volte indietro nel tempo e senza ricorrere all’aiuto di chissà quali mezzi sofisticati e particolari. La prima al 2007, 5 anni fa e mi ha rattristato non poco, la seconda a 20 circa, strappandomi un leggero sorriso, più che sulle labbra, nel cuore.
E’ così che entra in gioco la casualità degli eventi, mescolando il bianco con il nero, il positivo con il negativo, il bello con il brutto, la gioia con la tristezza. Ed è questa “casualità” degli eventi che io chiamo Provvidenza e che, pur non chiedendolo espressamente, interviene ogni volta che ne avverto il bisogno. Grazie!
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