di Anna Chiara Valle per www.famigliacristiana.it
Volto sereno e grande comunicativa. Ha 84 anni compiuti, ma ne dimostra meno. Una folla di giornalisti lo attende nella hall della casa dov’è ospite. Jean Vanier, il filosofo canadese fondatore dell’Arca e ispiratore del movimento Fede e luce, parla con serenità della sua esperienza con le persone affette da handicap mentali. L’Arca, che oggi ha 140 comunità sparse in tutto il mondo, di cui due in Italia, tremila operatori e tremila persone seguite, nasce nel 1963 dall’incontro di Jan Vanier con due persone alle prese con problemi mentali.
«Tutto quello che volevo», racconta, «era di fare un atto di giustizia, di far uscire uomini e donne, giovani e non, da una situazione insopportabile. Erano persone che stavano in un istituto violento, senza lavoro, dove mancava tutto. Posso dire che non pensavo fosse un gesto rivoluzionario. Io volevo solo vivere con loro. E poi, dopo un po’, quando altri hanno conosciuto questa esperienza ci hanno raggiunto perché era una nuova forma di vita comunitaria. Dopo arrivarono richieste da parte delle famiglie, di altre strutture e quindi siamo stati obbligati a crescere».
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E’ encomiabile il lavoro di questa persona, tuttavia la frase “disabili, testimoni privilegiati di Gesù”, può dare fastidio a chi si arrabatta a destra e a manca, per cercare di risolvere problemi di cui altri non sono minimamente a conoscenza. E’ vero, occorre trasformare le sofferenze, però farne un privilegio, mi sembra troppo. A questo punto, qualcuno potrebbe decidere di far soffrire le persone accanto a lui, per farle sentire privilegiate. O sbaglio?