di don Mario Aversano
“Il mio angelo camminerà alla tua testa” (Es 23,20- 23a)
Se c’è una stanza presso la quale l’angelo di Dio ha stabilito la propria dimora, questa è la nostra coscienza. La voce che da essa emerge non ha niente a che fare con il petulante rimprovero del grillo parlante. Il primo modo di affrontare i pericoli e le prove di questo mondo è custodire la propria libertà interiore. A farci inciampare non sono normalmente gli ostacoli esterni, ma i legacci interiori.
Angelo di Dio,
aprici gli occhi,
libera la nostra creatività.
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