Pierluigi Fratarcangeli ci ricorda che dopo il diploma c’è un’alternativa alle università: gli Istituti Tecnici Superiori, finalizzati direttamente all’inserimento nel mondo del lavoro. Un’opportunità da tenere in considerazione.
– Innanzitutto gli ITS sono “scuole speciali di tecnologia”, alternative all’università, con lo scopo di formare tecnici specializzati in aree tecnologiche strategiche per l’economia attuale. Durano due anni, suddivisi in quattro semestri, e hanno un costo che si aggira intorno a qualche centinaia di euro, molto meno di quanto si paga per le rette universitarie.
SI IMPARA DAVVERO QUALCOSA DI UTILE – La didattica è fortemente orientata al mercato del lavoro. Le classi prevedono pochi studenti, il 30% delle ore è riservato a stage in azienda e il 50% dei docenti proviene direttamente dal mondo delle professioni. In questo modo gli studenti hanno l’opportunità di farsi conoscere direttamente dalle società che potrebbero decidere, un giorno, di assumerli e imparano ciò di cui effettivamente un’azienda ha bisogno.
OBIETTIVO: 90% DI OCCUPATI – Colpisce la rigida selezione dei corsi. Alla fine di ogni biennio, il Miur esamina i risultati del corso per decidere se concedere nuovi finanziamenti: uno dei parametri più importanti è che il 90% degli studenti riesca a trovare una occupazione entro un anno dalla conclusione del biennio di ITS. Questo eviterà di incrementare ulteriormente la disoccupazione di giovani preparati in settori in cui non c’è bisogno di personale.
Continua qui its-specializzazione-destinata-al.html e c’è anche l’elenco completo degli Istituti
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